lunedì 16 agosto 2010

Opere tecnologiche e EMAS


In questi giorni mi è stato chiesto quale possa essere il contributo di EMAS per quanto concerne la corretta gestione della rete di una fognatura comunale gestita da altro Ente gestore.
Supponiamo che esista la criticità (assai diffusa in tutta Italia) della commistione delle reti di acque bianche e acque nere, con inevitabili ripercussioni sia sulla fase di collettamento (che risulta insufficiente nei momenti di pioggia, tanto che si assiste al famoso "salto" del tombino o al difficoltoso scarico da certi scarichi, per es.: da piazzali aziendali) sia nella fase di depurazione (in presenza di un carico idraulico eccessivo il depuratore è costretto ad andare in by-pass, cioè a scaricare direttamente a fiume o a mare i reflui non depurati , sebbene diluiti...).
Il problema più grave (cioè il collo di bottiglia) a mio avviso sta nel momento della pianificazione delle attività da farsi in periodi più o meno lunghi che necessitano di scelte (politicamente coraggiose e magari impopolari nel brevi-termine): decidere come impiegare certe risorse (in questo caso, assai cospicue) per sdoppiare la linea della fognatura (progetti, affidamento incarichi, cantieri e collaudi possono costare diversi milioni di euro e anche sacrifici di 2-3 anni a popolazione residente) richiede tanto senso civico alla popolazione locale che paga le tasse.

Vale la pena ricordare che alcuni Enti pubblici e privati sono già riusciti nell'impresa di avviare e realizzare tali lavori, come per esempio:
1) Zona delle Province di Venezia e Treviso: le norme nazionali di salvaguardia della laguna di Venezia ormai hanno imposto da 10-15 anni alla Regione Veneto e ai Comuni che scaricano direttamente o indirettamente (cioè nei fiumi che poi sfociano in laguna) i lavori di sdoppiamento delli reti fognarie (bianche e nere);
2) Provincia di Trento: molti Comuni trentini, con il robusto supporto della Provincia autonoma di Trento, hanno recentemente avviato o portato a termine tali lavori, a beneficio dei torrenti e fiumi ricettori.

Effettivamente gli esempi positivi, a mia conoscenza, si focalizzano in queste due aree perchè si tratta sempre di interventi assai costosi. Ma occorre anche constatare che alle pianificazioni effettuate sono seguite delle corrette e puntuali esecuzione lavori.

Quale può essere dunque il contributo di EMAS?
Io penso che sia quello di evidenziare con chiarezza le criticità in campo e quali azioni/provvedimenti le amministrazioni abbiano deciso di intraprendere, puntualmente e periodicamente verificate da un Ente terzo (il Verificatore EMAS) che contribuisce a far sapere ai cittadini lo stato dell'arte di certe opere in corso e quale sia il loro effettivo contributo all'Ambiente

(considerando che non sempre a opera eseguita segua il tanto auspicato ed atteso miglioramento ambientale).

lunedì 14 giugno 2010

Quanto "vale" l'Ambiente?


Capita spesso di ascoltare domande come: "Ma quanto ci guadagno se investo in Ambiente? cioè in tecnologie e in professionalità, in altre parole, in prevenzione?"
Piacerebbe poter rispondere prontamente "Tanto!" ma non è così, specialmente se le azioni è previsto siano di breve durata.
Però capita anche di osservare la parabola di progetti seri che nel medio termine dimostrano e rendono bene, con la soddisfazione di chi ha creduto in loro.
Le nicchie dei mercati che la "green economy", anche se talvolta in modo modesto, sta anche oggi producendo ne sono prova tangibile.
Allora una richiesta e una raccomandazione: perchè non dare più fiducia a quei percorsi avviati e su cui nessuno ha scagliato la pietra denunciando disastri o manchevolezze profonde ma piuttosto è necessario un contributo corale e continuo nel tempo affinchè i fiori possano prima sbocciare e fiorire e poi i frutti maturare?

Il riferimento va a tutti quei percorsi di EMAS e di APO EMAS che stentano nel presentare quei risultati in termini di efficacia che pure sono attesi e possibili.

Per esempio: le azioni "promesse" all'interno di APO EMAS Solofra hanno tutte le potenzialità per essere progressivamente espresse e regalate alla Comunità locale ma hanno bisogno della presenza dei primi firmatari del progetto.
Che però non sembrano rispondere prontamente.
A quando il passo deciso per il 2010?
Al momento la lettura appare sfuocata.

giovedì 25 marzo 2010

Emas in Trentino

Mi inserisco nel dibattito, quali vantaggi per i comuni Trentino, avendo seguito il percorso di registrazione EMAS all'interno di un'amministrazione pubblica in Val di Sole, sia come consulente che come amministratore. La domanda, si fa strada quando il comune registrato, dopo aver esaurito il finaziamento provinciale inizia a investire dei soldi propri nel progetto ed energie fresche. Gli amministratore e gli uffici preposti comunali visto che per ora non vedono un ritorno di immagine del faticoso processo di registrazione, non trovano riconoscimento neanche presso i diversi enti provinciali che al momento non sanno della loro registrazione/certificazione e non hanno strumenti legislativi per facilitare in qualche pratica la richiesta di un comune rispetto ad un'altra. Riassumento la mano destra non sa quello che fa la sinistra ed a differenza che nella Bibbia questo è negativo, visto che non si riconosce lo sforzo di un amministrazione rispetto ad un'altra.

domenica 14 marzo 2010

QUALI VANTAGGI AI COMUNI TRENTINI REGISTRATI EMAS?

La Provincia di Trento ha promosso 5 anni fa un percorso assolutamente originale ed innovativo, promuovendo la diffusione massiccia della registrazione EMAS fra i Comuni della Provincia (un totale di circa 220 Comuni).
Un territorio molto bello e interessante, che attira tanti turisti sia in inverno sia in estate.
Il percorso vede ormai più di cento Comuni che hanno attivato le procedure per EMAS: ciò ha significato l’attivazione di decine e decine di analisi ambientalAggiungi immaginei iniziali che hanno, inevitabilmente, portato alla luce tante criticità (note e meno note ma presenti) che, vuoi in questa valle oppure in questa montagna, caratterizzano o potrebbero caratterizzare l’ambiente e l’economia di tali contesti.
In altre parole, è “evidenza oggettiva” che siano emerse diverse situazioni che richiedono a vari Enti (aziende, Comuni, APPA) di rivedere e migliorare tali aspetti ambientali.
E d’altro canto, emerge sempre più prepotente la necessità che la Provincia stessa prenda posizione rispetto alle diverse situazione, al fine di rendere più comprensibile ed attuabile la legge vigente per le diverse matrici ambientali.
E ancora: i Comuni si chiedono quali vantaggi verranno riconosciuti in futuro ai Comuni registrati EMAS, considerando i notevoli costi sostenuti in fase di registrazione (per la verità, in gran parte sostenuti dalla Provincia…), invero non tanto per l’attività di consulenza e neppure (se fosse necessario ricordarlo….) per l’attività del Verificatore EMAS ma per mettere a norma talune attività (p.es.: gestione rete fognaria) o talune strutture (p.es.: Scuole vs. gestione antincendio).

Insomma: il progetto EMAS è stata una mossa coraggiosa e assai impegnativa che la Provincia di Trento ha fortemente voluto. Ora i problemi sono emersi e devono essere gestiti sia per ottimizzarne la loro gestione (anche sottoforma di gestione condivisa fra Comuni - anche in attesa delle “prossime” Comunità di valle - ed Enti privati ma in modo più economico ed efficace ed anche rivedendo norme di settore non sempre efficienti) sia per comunicare al mondo esterno le potenzialità del territorio, dei prodotti locali e delle aziende che vi operano.

A quando un incontro aperto della Provincia con gli operatori del settore (Amministratori e Tecnici dei Comuni, Consulenti, Verificatori, Associazioni dei Cittadini e dei Consumatori) sulle necessità emerse in questa fase del “progetto EMAS” e sulle best practice esistenti?

domenica 7 marzo 2010

GESTIONE DEL MERITO IN AZIENDA, QUESTIONE AMBIENTALE E PARTECIPAZIONE DEI DIPENDENTI

Sono reduce da un recente audit in un piccolo Comune che, come tutte le PA, è impegnato di questi tempi a gestire in modo ottimale le risorse economiche a disposizione, salvaguardando al contempo la efficienza dei procedimenti amministrativi, che hanno anche impatto ambientale, e l’efficacia delle attività di tutela e promozione del territorio e dell’ambiente fruito dalla comunità locale. A causa di questa situazione, ma anche perchè le PA hanno evidenti difficoltà ad organizzare internamente e in modo “congruo” talune attività, si sta assistendo alla progressiva esternalizzazione dei servizi (p.es.: gestione del ciclo idrico integrato, gestione rifiuti, gestione trasporti, gestione consumi energetici, ecc.).
Di questo aspetto si fa attualmente un gran parlare (giustamente) mentre non mi risulta che si faccia altrettanto dei criteri ambientali ed economici sulla base dei quali si effettuano tali affidamenti di servizio.
E penso che quello sia invece l’elemento centrale.
Infatti, questo presuppone la conoscenza delle criticità (operative ed economiche) che caratterizzano la propria organizzazione e i rapporti con l’utenza, sulla base delle quali investire per gestire in modo ottimale il processo di erogazione del servizio, sia esso effettuato in economia oppure affidato a ditte esterne che garantiscano il servizio.

Tornando all’audit di cui sopra, è stato sorprendente scoprire come il servizio di gestione dell’acquedotto sia svolto in economia con un sorprendente (e non comune) alto livello prestazionale: telecontrollo, qualità degli impianti, manutenzione e controlli.
Il segreto? Una buona pianificazione delle attività e scelte oculate in ottica di medio/lungo periodo. Tutto apparentemente semplice: tutto (in realtà) semplicemente eccezionale e legato a persone che lavorano in coscienza e impegnano al meglio le loro capacità, quelle dei colleghi e le risorse dei contribuenti (in gergo: di “Pantalone”!).

I° considerazione:
che bello constatare le parti buone ed efficienti del nostro sistema pubblico!

II° considerazione:
a ripensarci, è strano che l’incontro iniziale con l’Amministrazione non avesse in qualche modo toccato o riferito di questo servizio, assai positivo e lusinghiero.
E mio impegno dare voce e pubblicizzare tali buoni esempi, non appena il Comune conseguirà la registrazione EMAS.

Ma colpisce che il tecnico, a conclusione della fase di audit che lo riguardava, abbia concluso chiedendo: “Mi fa un favore? Glielo dice Lei agli amministratori che facciamo queste cose. A me non ascoltano…”
Mi sorge un dubbio: che la gestione del “merito” non sia stato integrato nel SGA!... Ma è possibile codificare una procedura interna per la qualifica del merito e per comunicare, all’interno e all’esterno della organizzazione del Comune, gli aspetti ambientali più belli, virtuosi e meritevoli di lode? Alle questioni brutte e tristi, ci pensano all’istante i giornali.

ABBIAMO BISOGNO DI BUONI ESEMPI: fateci sapere!!

lunedì 1 marzo 2010

La credibilità di EMAS

In un recente incontro con dei portatori di interessi di un determinato territorio comunale, è emersa la domanda circa l’attendibilità del riconoscimento EMAS, anche alla luce del fatto che una azienda locale, che ha ottenuto tale riconoscimento, non convince i soggetti stessi (causa una contaminazione del suolo) e si nutrono anche perplessità circa l’operato degli enti di controllo locale.

Mi preme, dunque, ricordare che l’operato delle organizzazioni, che richiedono di essere registrate e di convalidare la Dichiarazione Ambientale, è soggetto ad una attenta e scrupolosa verifica da parte del Verificatore accreditato EMAS. Il quale, a sua volta, è soggetto a controllo da parte del Comitato EMAS tramite l’ufficio tecnico di ISPRA (cioè periodicamente, o su segnalazione, è soggetto a verifica circa il suo operato su organizzazioni verificate).
Infine, ma non è secondario, la situazione rispetto alla conformità normativa ambientale applicabile della organizzazione richiedente la registrazione EMAS è soggetta alla verifica della ARPA regionale (APPA in Trentino o ARTA in Abruzzo) la quale è tenuta ad esprimere un giudizio che è POSITIVO (e il procedimento può proseguire) oppure è NEGATIVO (e allora per l’organizzazione vengono avviate i procedimenti legali previsti per legge e per il Verificatore la potenziale sospensione dell’accreditamento).
Invito quanti interessati a leggere l'articolo di un magistrato pubblicato sul n°2/2005 di Ambiente e Sicurezza (oppure a richiedermi approfondimenti in merito): in sintesi, il Verificatore EMAS, qualora ne sussistano le condizioni, è imputabile di TRUFFA e penalmente perseguibile: interessante per tutti!
Dunque: il percorso EMAS non è uno scherzo…
Per concludere, ricordo che è possibile a tutti segnalare agli Enti competenti (che sono le aziende ma anche i Verificatori EMAS, le ARPA e anche ISPRA) eventuali situazioni di palese difformità legale.

Sono poi andato a recuperare informazioni sull’azienda in questione e ho scoperto che effettivamente è stata registrata EMAS non molti mesi fa e mi sono scaricato la relativa Dichiarazione Ambientale convalidata per leggere la "serietà" del loro impegno.
Il documento era di libero accesso nel sito internet aziendale e trattava del problema del sito contaminato (emerso nel 1999) e dei successivi controlli e campionamenti concordati con ARPA e dell’esito di tali controlli. I risultati evidenziano che c'è il rispetto dei limiti di legge, che il problema è rientrato e il SGA implementato garantisce la prevenzione del ripetersi di tale evento.

Un duplice invito: stiamo attenti a distinguere le parole dai fatti e non manchiamo di sostenere quanti, per svariati motivi, stanno seriamente impegnandosi in campo ambientale

venerdì 19 febbraio 2010

EMAS in “campagna” elettorale

Mi accade in queste settimane di incontrare candidati alla prossima tornata elettorale (dunque potenziali futuri amministratori di Comuni o Regioni) che mi chiedono cosa sia EMAS o cosa fare per caratterizzare meglio la propria Politica ambientale di cui si fanno promotori in questo periodo.
La “cosa” non mi lascia indifferente e da un lato la trovo stimolante e positiva ma dall’altra mi suscita un nutrito carico di dubbi e di preoccupazioni e, se posso, anche sensazioni negative.
Vorrei allora proporVi un elenco di 10 microconsigli (“istruzioni per l’uso” direbbe qualcuno al mattino presto…), per evitare di trovarsi poi impantanati in situazioni assai disagevoli.

1)
EMAS è uno strumento straordinario per la gestione di ogni organizzazione in chiave ambientale, che consente di conseguire un riconoscimento di eccellenza da parte della UE.
Occorre fare capire bene alla gente di che cosa stiamo parlando: non è un marchio come altri.

2)
essendo uno strumento “importante” che consente di conseguire un riconoscimento “importante”, è impensabile che lo sforzo che richieda sia di poco conto.
Valutare bene le risorse da mettere in campo prima di partire (a volte capita di ascoltare “…quanto costa l’EMAS” quando invece si sarebbe dovuto dire “…quanto costa mettersi a posto con la legge ambientale applicabile!”

3)
EMAS richiede come minimo il rispetto delle leggi ambientali applicabili. Poco importa se qualcuno le ha ignorate in modo inconsapevole o se l’altra PA locale competente in materia (che però interessa il proprio territorio) è per prima a non essere conforme alla legge!
Dunque: pazienza e competenza, innanzi tutto! Talvolta il percorso di EMAS deve fare chiarezza su tante questioni, che hanno tante responsabilità e azioni partite da tanto tempo.

4)
EMAS è uno strumento Politico (non partitico…) e cioè, in considerazione del punto precedente, il percorso di una PA in cammino per EMAS deve essere di “stimolo” (ma anche provocazione e quasi denuncia…) per il nostro contesto territoriale.
Vale la pena verificare internamente fino a che punto siamo disposti a sollecitare le altre PA…

5)
il sistema di accreditamento EMAS è di tipo pubblico. Questo significa che anche il Verificatore accreditato è sottoposto a verifica da parte dell’Ente sovraordinato (che è Comitato EMAS e che opera tramite ISPRA). Tale sistema prevede che la verifica di conformità normativa effettuata e garantita dal Verificatore EMAS debba sempre essere confermata dalla ARPA competente: se l’esito è negativo (emergono cioè elementi di non conformità normativa), è chiaro che per il Cliente viene avviato il procedimento previsto per legge (reato, denuncia, sanzione, …) mentre per il Verificatore viene avviata la procedura per la possibile sospensione dell’accreditamento stesso.
Il Verificatore EMAS deve quindi poter sapere tutto e di più: siete disponibili a ciò?

6)
La comunicazione verso l’esterno è atto dovuto e non solo per azioni virtuose di cui andare fieri e orgogliosi ma anche per situazioni più “grigie” e negative, che spesso rimangono nell’angolo più nascosto e più riparato…
Siamo predisposti a comunicare verso l’esterno in modo serio ed equilibrato?

7)
in EMAS il miglioramento deve essere caratterizzato dal miglioramento della prestazione ambientale e non dalle azioni per ottenerla (esempio: la diminuita concentrazione di COD , da 200 a 150 ppm, di uno scarico di depuratore civile rappresenta un miglioramento di prestazione ambientale mentre la serie di azioni, pure meritevoli e necessarie, per la costruzione e ottimizzare l’impianto di depurazione, magari con ingenti risorse impiegate allo scopo, non sono una migliore prestazione ambientale. Infatti, il depuratore potrebbe essere stato costruito ma potrebbe non essere efficientemente in funzione, magari perché non c’è il personale necessario oppure perché non c’è corrente elettrica sufficiente …)
Dunque, solo un SGA avviato da tempo può pensare di migliorare ciò che sta gestendo (e sorvegliando) da tempo. Se non lo puoi misurare, non lo puoi migliorare (dicono i colleghi) e la fretta non è amica di EMAS.

8)
EMAS è un modello di gestione organizzativo e non può prescindere dalle persone, siano essi Politici, Direttivi, Operatori o semplici Cittadini oppure utenti.
Abbiamo in animo di coinvolgere, per quanto possibile e opportuno, le persone oppure intendiamo scrivere solo decine e decine di pagine di procedure (auto glorificanti e auto referenzianti)?

9)
EMAS è norma volontaria e vuole essere elemento di innovazione costruttiva, a prescindere dalla strategia che l’Amministratore (di destra o di sinistra) intende perseguire.
Avete pensato su quali argomenti “forti” investire? (perché l’argomento ambientale è serio e voi intendete proporre un piano di medio termine e non una tattica di adeguamenti a singhiozzo o aggiustamenti successivi più propensa ad ascoltare chi urla di più

10)
Infine, siete disponibile a concedere alle aziende EMAS del vostro territorio un “riconoscimento” in termini di agevolazione o di semplificazione?
C’è bisogno di azioni di coerente disseminazione di EMAS che puntino alla sostanza! E penso che la UE e tutto il Paese Italia guardi con molta attenzione e stima a questi casi molto VIRTUOSI!

Ancora indecisi?

martedì 2 febbraio 2010

EMAS in VAL DI CEMBRA

Le esperienze di EMAS in 2 piccoli Comuni della alta Val di Cembra sono giunti a buon punto e, benché non siano ancora registrati EMAS, la conclusione della fase di convalida della Dichiarazione Ambientale da parte del Verificatore accreditato, consente qualche valutazione e un primo parziale bilancio.

Il Comune di SOVER si distingue per la precisa ed accurata volontà di “mostrare” la capacità di gestire le foreste del suo territorio (certificate PEFC come gran parte delle foreste trentine), partendo dalla fase di vendita “in piedi” degli alberi perché in questo modo il territorio possa essere più tutelato (diminuzione dello scarto, costruzione vie di accesso a minore impatto). Il tutto da comunicarsi in modo efficace ai Clienti a valle: anche questo è un servizio alla Cittadinanza.




Il Comune di SEGONZANO ha utilizzato lo strumento dell’EMAS per pianificare, con tempi e modalità certe, le principali attività con impatto ambientale, quali la gestione dell'ACQUA (risorsa preziosa anche per questo territorio), dei RIFIUTI e della manutenzione degli EDIFICI PUBBLICI.




Bello il rapporto con la cittadinanza: diretto e chiaro!
Una fotografia: il primo giorno di scuola, il Sindaco incontra i bambini nel suo ufficio per un simpatico saluto che diventa, nei giorni successivi, il divertito e confidente “Ciao Sindaco!” dei bambini al loro primo cittadino.

L’umanità e il contatto diretto che si respira in questi luoghi dovrebbe essere meglio conosciuto e assaporato da tutti.
Anche il "nostro" mondo EMAS ha bisogno di questo calore e di questo senso civico, a volte zoppicante.

Davvero: COMPLIMENTI!!!

BIODIVERSITA' in EMAS

Tra le varie novità introdotte dal regolamento EMAS III, segnalo l’obbligo posto in capo alle organizzazioni EMAS di prestare attenzione alla questione della BIODIVERSITA’ e dunque la necessità di misurare la superficie edificata tramite l’indicatore metri-quadrati (m2).

Questa nuova “misura” obbliga tutto il sistema EMAS a profonde riflessioni che sono senza dubbio assai differenti a seconda del tipo della organizzazione, oltre che della sua estensione.

L’impatto maggiore credo sia atteso nel governo del territorio e dunque nei SGA EMAS di Enti Pubblici, quali un Comune o una Provincia. In pratica, ci si dovrebbe infatti attendere quali requisiti ambientali siano stati inseriti nei PRG o Piano Strutturali o PTCP o altri strumenti di gestione del territorio, fino a dimostrare quale sia la misura del territorio costruito e di quello che sarà ancora libero per le generazioni future.
Ma le nuove Dichiarazioni Ambientali saranno portatrici di un nuovo ed impegnativo messaggio?

Per ora mi piace ricordare l’esempio di un Comune, per altro non registrato EMAS e neppure certificato ISO 14001, attento alla questione della tutela del territorio.
E’ il Comune di Cassinetta di Lugagnano, che ha vinto il premio nazionale della Associazione Comuni Virtuosi, nella categoria 'gestione del territorio', per aver approvato un Piano Strutturale Comunale a crescita zero, e che costituisce una prima esperienza assoluta del genere in Italia (per approfondimenti vedi anche http://www.comunivirtuosi.org).

Se conoscete altre situazioni “virtuose” o comunque attente e “misurate”, segnalatecelo.
Grazie

lunedì 1 febbraio 2010

APO EMAS SOLOFRA







Il distretto di Solofra dimostra attenzione e sensibilità all’Ambiente
(www.distrettosolofra.com).

A luglio 2009 ha ricevuto il riconoscimento di Area Produttiva Omogenea (APO EMAS) da parte del Comitato EMAS.

Si tratta del conseguimento di un prestigioso riconoscimento che era inizialmente difficile da immaginare ma che, tramite il sapiente ed efficace intervento del Soggetto attuatore, cioè la Camera di Commercio di Avellino, e la partecipazione attiva del Comitato Promotore (formato dalla Regione Campania, Provincia di Avellino, ARPAC, Autorità del Bacino Sarno, Comuni di Solofra, di Montoro Superiore, di Montoro Inferiore e di Serino, del Consorzio ASI, le rappresentanze di imprese e di sindacati), ha consentito la definizione di un percorso di miglioramento del territorio a vantaggio di cittadini e imprese.
Tale impegno, che viene periodicamente convalidato da un Ente esterno accreditato dal Comitato EMAS (Bureau Veritas), deve mostrare dei progressivi elementi di miglioramento a vantaggio del territorio.

Il recente audit (gennaio 2010) ha verificato dunque la fondatezza di alcune azioni e impegni dichiarati per il futuro ma anche la gestione pratica delle attuali criticità locali quali:
• l’inquinamento di aria;
• l’inquinamento delle acque reflue;
• lo smaltimento di rifiuti speciali;
• la gestione del sistema antincendio.

E’ senza dubbio una sfida per tutti la necessità di perseguire il miglioramento atteso nei prossimi anni deve che avvenire attraverso un percorso sistematico, non improvvisato o a singhiozzo e testimoniato dai fatti, in tempi definiti e confortato da misure di prestazione ambientali.


Tra le varie azioni, si segnala la encomiabile azione di alcuni imprenditori che volontariamente hanno aderito al Disciplinare del Marchio di Qualità Ambientale, che richiede la conformità ad alcuni “semplici” e impegnativi adempimenti che devono essere verificati da parte di personale competente della CCIAA di Avellino (Garanti del Marchio). La risposta, dopo un primo momento di riflessione, ha ottenuto la risposta fiduciosa di un piccolo gruppo di aziende, più innovatrici e desiderose di nuovi mercati, che potrebbero proporre il marchio, ottenuto in concessione d’uso dalla CCIAA AV, già in occasione della prossima fiera di Hong-Kong del marzo 2010, in cui esiste una nicchia riservata a prodotti ecosostenibili (http://www.fashionaccess.aplf.com e poi SustainableWorld).

Auguri a voi che rappresentate la concretezza della sfida della green-economy!

Il percorso ovviamente non finisce qui: l’impegno dichiarato da tutti gli Enti pubblici e privati richiede la progressiva messa in opera di strumenti efficaci, verificabili da parte terza e apprezzabili realmente sia da cittadini sia da Clienti.
Dunque l’attenzione sarà crescente sulle PA in merito agli strumenti di governo del territorio (p.es.: pianificazioni territoriali e sorveglianza in campo da parte degli Enti competenti) e sulle aziende per la progressiva estensione dell’uso del marchio di qualità ambientale e poi di certificazioni ambientali ISO 14001 ed EMAS.

Il mondo della certificazione ambientale vi guarda con interesse, attesa, qualche lecito dubbio ma anche profonda stima: a presto per nuovi aggiornamenti del progetto.